I migliori ristoranti di Milanola selezione aggiornata per ogni occasionedalla cena romanticaalle uscite con le amiche
Se Milano cambia continuamente facciae la sua scena gourmet forse più di tutto il resto. Questa è la nostra selezionescelta con cura: ristoranti che abbiamo frequentatotestato e che continuiamo a consigliaredalle trattorie di quartiere agli stellatidalle nuove aperture agli indirizzi che resistono al tempo.
- Contraste
- Tuya
- 10_11
- Sine
- Lubna
- Sandì
- Osteria Afrodite
- Carnissage
- Osteria Popolare Pugliese
- Armani/Ristorante
- Pacifico
- Voglia
- Gloria Milano
- Al Cortile
- CreDa Gastronomia Popolare
- Via Stampa
- Senorio/Senorita
- Casa Tobago
- Gloria Osteria
- Casa Fiori Chiari
- Caruso Nuovo
- Sogni
- Casa Sofia
- Horto
- Ristorante Andrea Aprea
- Da Filippo Osteria
- Innocenti Evasioni
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Era il 2015 quando Matias Perdomoassieme a Simon Press e Thomas Pirasapriva in via Meda il suo indirizzo “nascosto”votato alla sperimentazione e all'aspetto più ludico e sbalorditivo della cucinache gli è valso anche una stella Michelin nel 2018. Un decennio più tardilo chef celebra l'importante anniversario con iniziative multipleche partono soprattutto con Contraste/Contrarioun calendario di quattro serate speciali riservate a 24 fortunati commensali (le date sono: 7 ottobre28 ottobre10 novembre e 1° dicembre). Più che una cenaun evento che propone un menù “al contrario” appuntoaccogliendo anzi congedando gli ospiti a inizio serata e riavvolgendo il nastro portandoli dal dessert all'aperitivo di benvenuto. Come di consueto giochi inaspettatimimesicamuffamenticentrotavola che diventano portatecandele che diventano contorniforme che ingannano e colori che incantano. Per un compleanno che finisce per festeggiare più che lo chefa maggior ragione chi si siede a tavola per un divertimento coinvolgente e inatteso.
Dopo Mykonos e Bucarest ha aperto le porte nel cuore pulsante del design meneghinonel quartiere di Porta Nuovail terzo locale dell'insegna Tuya: in un’atmosfera unicadove il modernismo di ispirazione Mid-Century si fonde con il classico stile italiano anche grazie a un'imponente cascata di cilindri di vetro sospesi dal soffittosi articola una proposta culinaria all'insegna dei sentori mediterranei. Il tutto rende omaggio alla tradizionecon l'aggiunta di un tocco contemporaneo e un’attenzione meticolosa alla qualità degli ingredienti. Tra gli highlight cavialeostricheprimi piattitomahawk e ottime opzioni vegane. (Leggete qui tutta la stora di Tuya)
Nel cuore del Quadrilatero e all'interno della prestigiosa cornice del Portrait Milano10_11 unisce l'anima raccolta di via Sant'Andrea 10 e quella più vivace di corso Venezia 11 e il suo arredo è un punto di unione tra interno ed esternoraffinatezza e natura. La proposta è quella di una cucina semplice ma piena di passioneingredienti selezionati e profumatiricette tradizionali e conviviali. Tra i signature dish che tanto hanno fatto parlare la pasta in biancoi mondeghiliil riso al salto con ragù di ossobuco. Ma una proposta da non perdere è anche il Brunch della domenicaun'esperienza non solo di gusto ma anche di famigliarità e coccola sublime: dopo un Bloody Mary di benvenuto (disponibile in diverse personalizzazioni)ecco il buffet con meravigliosi sfogliati dolci e salatiricche insalatecentrifughema anche piatti alla carta (da non perdere le uova nelle loro declinazioni più varie e sontuose) e una specialissima degustazione di cheesecake al carrello. Qui il cibo diventa sogno prestigioso.
In una zona di Milano fuori dalle mete classichec'è un ristorante che si annuncia con una scritta al neon rosa nella sala principale: Suonnaca so suonne d'oro “Sognache saranno sogni d'oro”. È la frase che il padre di Roberto Di Pinto gli ripeteva da bambino a Napoli. Sulle tovaglie bianche c'è anche la statuetta di San Gennaro come un portafortuna di famigliae alle pareti i quadri dipinti dallo stesso chef rappresentano i suoi piatti. Classe 1982Di Pinto ha cominciato a sedici anni alla pasticceria Scaturchioquella dei babà e delle sfogliatelle storichepoi ha girato il mondo. Nel 2018 ha aperto Sineparola latina che significa "senza": senza fronzolisenza la liturgia ingessata del fine dining tradizionale. Nel 2024 è arrivata la stella Michelin e gli ispettori lo descrivono come un posto dove respirare Napoli con notevoli inserti lombardie il menu "Sine Confini" come il percorso dove il cuoco esprime il meglio di sé. In carta c'è “La Cotoletta del Figlio Ultimo”un piatto a lui caroricordo esplicito della sua infanzia e "O' Principe Piccirillo"e “La Scarpetta d'Oro” che è un omaggio a Maradona con il volto dorato disegnato sul piatto in dulce de leche aromatizzato al rococò napoletano. Poi c'è il menu NapoVeganoultima novitàche scava nella tradizione partenopea con friariellicarciofifagioli.
Dalla squadra vincente di Moebiusarriva Lubnaun nuovo ristorante e cocktail bar dalla concezione innovativadove cucinamixologyarte e musica si fondono in un'unica esperienza che è sensoriale e stimolantein continua trasformazione. La cucina è curata da Enrico Croatti chese da Moebius punta tutto sulla sperimentazionequi ritorna all'ordine delle sue radici emiliane (da provare la piada alle erbe crudesquacquerone e pecorino) senza trascurare il ruolo fondamentale del fuoco e della grigliain piatti come il crudo di mare in salsa grigliata con insalata marina e gli spiedini di calamari alla romagnola. Il viaggio nel gusto è aumentato dalle proposte di Giovanni Allariola cui filosofia di mixology è frutto delle numerose contaminazioni e degli innumerevoli incontri che hanno disseminato la sua vita e la sua carriera. Lo spazio in cui tutto ciò è ospitatotra l'industriale e l'artisticonella zona sempre più vivace attorno alla Fondazione Pradaassicura una specie di oasi lontana dal brusio meneghinoma non per questo meno vivace e stimolanteanche per via della vibe da listening bar con dj set live a base di vinili.
Tra le case di via HayezSandì vuole essere un ristorante “vecchia scuola” a conduzione familiarenon perdendo però uno spirito avant-garde: ad animarlo è la cucina sperimentale di Laura Santosuosso e del suo compagno Denny Mollicasommelier. Superata la porta tipica di una bottega della vecchia Milanoci si ritrova in un ambiente minimaledalla nostalgia meneghina e dallo stile retro anni Cinquantaanche se nell'allestimento curato dallo studio Parasite 2.0 non mancano i pezzi vintage dei Settanta e Ottanta. A dominare il menù sono le radici emiliane della chefcon una predilezione per la pasta fatta in casa ma anche attingendo a influenze fusion orientali. L'attenzioneovviamenteè sulle materie prime stagionali e di produttori locali selezionatimentre la carta dei vini è in continua evoluzione. (Testo tratto da questo articolo)
Intimocaldoun po' francese e un po' romanoha l'aria di quei ristoranti felicemente famigliari degli anni Ottanta ma è appena stato aperto in via Donatello 9. Osteria Afroditerecente aggiunta a La Gioia Collection (Osteria SerafinaAl Baretto San Marco)aggiunge un flair moderno alla tradizione culinaria con piatti golosi: tra le specialità spiccano gli agnolotti ai tre arrosti piemontesi in brodo di capponela pasta e fagioli reinterpretata con triglie di scogliocozze tarantinevongole e i tagliolini Afrodite con muggine abbrustolito e burro delle Alpi. Per gli amanti dei sapori decisila costata di chianina al carbone Josper e la costoletta alla milanese sono un omaggio ai piatti classici rivisitati con maestria. Per finiretra i dolci signatureil sorbetto mantecato agli agrumi e il gelato fatto in casa sono uno spettacolo. Un vero "comfort restaurant"anche nell'arredamento a base di legno di roverepaglia di vienna e bianco panna.
Carnissage è il nuovo indirizzo da provare a Milanoper gli amanti della carne (e non solo). È un locale che celebra la carne come dovremmo mangiarla tuttiproveniente da allevamenti che rispettano il benessere degli animali. Ciò che conta è la qualità degli allevamenti. Detto questoCarnissage è meet-orientedma non solo. Fiore all’occhiello: la "dry aging room" a vistadove avviene il processo di frollaturaper garantire il massimo della qualità e della freschezza. Nel menù ci sono anche alternative vegetariane e di pesce. (Testo tratto da questo articolo)
L'Osteria Popolare Pugliese dice tutto già dal nome: l'obiettivo di questa apertura tra Isola e Scalo Farini è quella di essere un angolo di Puglia fuori dalla Pugliaincentrando la propria offerta sulla tradizione gastronomica pugliese e salentina (è infatti l'ultimo progetto de I SalentiniTony Ingrosso e Francesca Micocciocon Rocco Micoccio oste e padrone di casa). Il menùfirmato da Riccardo Gentileè all'insegna di semplicità e genuinitàcon la pasta fatta in casa (orecchiettemaccraunitria ecc.) a farla da padronama non mancano panzerotti salentinibombette di carneil marretto di Cisterninoper non parlare di verdure tipiche come cime di rapacicorine selvatiche e paparine. La carta dei vini non poteva che essere un’ampia selezione di etichette pugliesi. A sorprendere è infine l'ambienteche invece di lavorare su immaginari consuetiha deciso di mantenere l'allure del vecchio tabacchi in stile Vecchia Milano di cui ha preso il postoaprendosi all'esterno nella bella stagione in una specie di piazza popolare con tavoli all’aperto.
«Cucino quello che mi piace mangiare: la tradizione che incontra la cucina internazionale»ha dichiarato lo chef Francesco Mascheroni quando inizia a servire il nuovo menù degustazione "Signature Experience" di Armani/Ristoranteuno spazio sofisticato ed essenziale situato al settimo piano di Armani Hotel Milano. Il focus sono le materie primema cucinate e abbinate in modo sorprendente. Delle propostequelle che colpiscono di più sono il Topinambur (aji amarillocavolo rapa fermentatosemi di zuccanocciole tostate)Ostrica (ostrica Gillardeaugelatina al dashikefiranguilla affumicatacetriolo e avocadosoia e shiso)oltre ai piatti signature Gambero Rosso di Mazara (frutto della passionecarotezenzeroburro tiepido) e Tajerin (pasta fresca all’uovoricci di marealga nori e guanciale di Sauris). Un dolce da segnarsi: Millefoglie (Nocciola Tonda Gentilecaramello salato profumato alla vanigliayuzu). Un must nel Quadrilatero.
Dopo oltre dieci anni di storiaPacifico a Milano si di recente è rinnovato nella location ein parteanche nel menù: pur mantenendo il suo dna peruviano Nikkeiche lo ha reso fin da subito distintivo e inedito nel panorama gastronomico meneghino e non solo (succursali sono a Roma e Portocervo)i gusti e le sfumature servite in tavola si rinnovano costantemente. E oraanche a Milanoè arrivata la griglia mediterranea che ora “ruba la scena” nella rinnovata sede milanese. Accanto alle nuove proposte grigliate (dal pollo ruspante in salsa teriyaki al salmone dell'Alaska con salsa Perù Thai)comunquerimangono i grandi classici della cartatra cevichetacos e tiraditostutti piatti che fanno affidamento a una selezione rigorosa delle materie prime e a una preparazione meticolosa e precisissima. Da provare assolutamente gli anticuchos (spiedini di agnello e gel allo yuzu)il carpaccio di ricciola con perasale di cancha e leche de tigre clàsico e l'iconico langostino meloso (tacos morbidi con gamberi fritti e salsa guacamole). La marcia in più di Pacifico? L'abbinamento dei piatti con cocktail signature che fondono ancora una volta note sudamericaneasiatiche e soprattutto italiane e un servizio accortissimo.
Per un'esperienza diversa dal solito ha aperto da qualche mese a Milano Vogliail ristorante promette di essere il primo Erotic Restaurant d'Italianel cuore di Porta Venezia. Si tratta di un locale concepito per stuzzicare il palato e il desideriocelebrato in tutte le sue formesenza confini né etichette. Gli arredi in marmo biancoottonevelluto rosso e rosa creano un'atmosfera intrigante e intimanon priva di raffinatezza e originalità. Il menù non è da menosul fronte di accendere lo spirito e l'appetito. I piatti sono seducenticoloratiavvolgenti e puntano soprattutto su pescecrostacei e cavialee ancora spezie e frutti esoticinella migliore delle tradizioni afrodisiache. (Testo tratto da quest'articolo)
Prima che la rilevassero nel settembre 2023Gloria Milano era un'osteria a conduzione famigliare in zona Navigli. Sotto la nuova conduzione di Rocco Galasso e Luca Gennatientrambi a lungo manager dell'e/n enoteca/naturale in Sant'Eustorgioe di Tommaso Melillichef e food writeril quale dalla sua lunga esperienza parigina ha portato qui un'anima quasi da bistrotche non edulcora però l'atmosfera da trattoria di quartiere. L'idea quasi filosofica è quella di fare qui un «ristorante normale»tra pane vino e salamea anche frittata con raspaduraminestrone freddotortelli di zucca e panna cotta. Un luogo in cui conversareassaggiare ed esplorarecon la sensazione della “casa fuori di casa” in cui non si vede l'ora di fare ritorno.
Inaugurato per la prima volta come temporary restaurant durante Exponel 2015Al Cortile è divenuto in poco tempo un punto di riferimento per i gourmand milanesi che volevano fregiarsi di una perla nascostaun locale che si aprefresco e verdeincastonato in una delle più classiche corti internea pochi passi dai Navigli. Proprio nel concetto di “corte urbana” il ristorante ha riaperto le sue porte. Il ristorante si articola in due spaziognuno con un carattere ben preciso: gli internistudiati e realizzati con i designer di Effimero Studiorappresentano uno spazio polifunzionale che da 70 coperti può trasformarsi in un open space per feste ed eventi; le grandi specchiere retròle grandi illuminazioni suffuseun arredo industrial (ma non stucchevole né esasperato) e la cucina a vista creano un'atmosfera a metà strada tra l'osteria tradizionale e il dining europeo più contemporaneo. Da non perdere qui il fornito e scenografico bar, che fa della mixology un'arte raffinata ma anche non scontata né succube delle mode più retrive. La cucina che spazia dal paté di fegatini con nespole e pan brioche di Davide Longoni ai plin con patate e cozze in cacio e pepedal risotto al fienocaprinopollinerabarbarocamomillalavanda alla pappa al pomodoro confit (che funge da inaspettato dessert). (Testo tratto da questo articolo)
Crescenzo Morlando e Dario Pisanidue giovani chef chedopo una comune esperienza nella Scuola della Cucina Italianainsieme ora hanno aperto CreDa: il loro sogno che prende realtà in questo nuovo locale in via Ortizona Porta Romanache fieramente si definisce come Gastronomia Popolare. Assieme trattoria e gastronomiaappuntoquesto è un luogo in cui gustare la genuità delle ricette casalinghesoprattutto con influenze dal Sud Italia. Parmigianagnocchi alla sorrentinapolpette al ragù della nonna e l'immancabile pastiera: tutto il menù decanta una specie di comfort food famigliare e tradizionaleche si accompagna a una selezione accorta delle materie prime. Il tutto sottolineato da un ambiente informale ma sapientemente coloratocon tavoli e sedie di legnozuppiere d'antanpiatti e posate dalle decorazioni vintage e un patchwork di ispirazioni e riferimenti. Molto piacevole anche pranzare o cenare sui tavoli nel déhors.
Con l'anima di una bottega o di una vineria d'altri tempiVia Stampain zona San Lorenzoè un ristorante che vuole celebrare la bellezza del buon vivere nelle sue forme più immediate e piene di soddisfazioni. Il founder Marco Guzzetti e lo chef Danilo Bonanno vogliono fare di questo luogo un punto cruciale per connettere il pubblico urbano con un tessuto “agricolo” di produttori selezionati e materie prime di qualità. Microstagionalità e convivialità sono alla base di un menù che spazia tra formaggisalumi ma anche piatti di casavini biologici e persino specialty coffee. Da segnalare anche iniziative speciali come Table Talescene a quattro mani con due chef che confrontano e intersecano le rispettive filosofie culinarie in un manifesto di collaborazionelentezza e sostenibilitàe Uno in Dueaperitivi ma soprattutto conversazioni che nascono dall'incontro tra artisti e giornalisti. Il tutto per dare sempre più valore al tempo speso assieme.
Se amate la cucina spagnola, Señorío è il posto che fa per voi. Ha aperto nel 2022 in via Bramante 13, a Chinatowned è diventato il punto di riferimento a Milano per il patrimonio gourmet ibericotanto da essere il primo in Italia ad aver ricevuto dal Governo Spagnolo la targa di "Autentico Restaurante Español". L'atmosfera è intima e raffinata e la proposta culinaria autenticaa base di prodotti 100% hechos en España provenienti da tutte le regioni della penisolainsieme alla più grande cantina interamente spagnola al mondocon oltre 3000 etichette. Nel menù si trovano naturalmente i piatti più famosi e internazionali come la paellain tante varietà da quella con l'astice a quella con l'entrecote per gli amanti della carnema anche ricette signature come l'amata Papada de Bellota Glaseada - doppio mento di maiale iberico di Bellota con crema di pisellifunghi champignon e tuorlo d’uovo marinato. E poi i pescii molluschi e i crostacei che arrivano freschissimi ogni giorno dalle migliori bancarelle di pesce dei mercati della Galizia e di altri luoghi vocati alla pesca.
In seguito si è aggiunto anche Señorita Tapas Barsorella dall'animo vivace e spensierato. Aperto dalla mattina per una colazione alla spagnola (sia salata sia dolce) e poi fino a seratra aperitivo e cena stuzzicantequesto nuovo locale vuole allietare i curiosi e golosi con una varietà di tapas (dalle frias come il gazpacho alle acciughe passando per le calientes come il pulpo alla gallegapassando ovviamente per le frituras)ma anche con i pinchosfette di pane condite e “infilzate” tipiche dei Paesi Bassi e ancora i piccoli montaditospiccoli panini farciti. Da non perdere anche la fideuàsimile alla paella ma con ingrediente principale la pasta di granoe ovviamente una grande varietà di vini iberici.
In viale Umbria 120 a Milano si trova Casa Tobagoluogo eclettico e sincretico che per sua stessa natura sfugge alle definizioni univoche: è ristorante e cocktail bar insiemema i suoi 450 metri quadrati - di cui 200 di dehors - rievocano lo stile delle più raffinare guest housein fondo richiamandodall'arredamento all'atmosferai club londinesi più esclusivi. L'accoglienza è rappresentata da interni caldi e curati: i legni scurile carte da parati dai toni pacati (dominano verdonirossi scuribeige)i tendaggi righettatii comodi divani imbottiti si sposano con un'illuminazione soffusache spinge al relaxcomplici le lampade in tessuto appositamente realizzate. La carta del menu si esprime in tre anime che sono sia diversificate sia complementari: lo chef Tommaso Croci firma Mibrasache con la consulenza di Eugenio Roncoronipropone carnepesce e verdure alla grigliaper sapori decisiesaltatidal vago sentore primitivo; si aggiunge a questo una selezioneconcisa ma efficacedi pizze e focacceche come tutti i panificati (come gli ottimi grissini d'accompagnamento)sono prodotti in loco grazie al forno Moretti alimentato da Umberto Iervolino; infinel'offerta di cocktail e drink assume pari dignità - fin dal liquore di benvenuto - grazie alla maestria del team capitanato dal bar manager Alberto Corvi. (Testo tratto da questo articolo)
Aperto nel dicembre 2023 in via TivoliGloria Osteria è un ristorante “esteso” (circa 740 metri quadri) nato dal gruppo Big Mammanato in Francia nel 2015 con l'obiettivo di proporre all'estero una cucina italiana di qualità a prezzi accessibili. Una formula di successo: oggi i ristoranti del gruppo sono 24 in tutta Europa. E ora tocca anche all'Italiacon questa nuova apertura meneghinala prima italianache vuole seguire la stessa filosofia: piatti sinceri e curatiproduttori selezionati e certificatiuna brigata operosa che s'intravede nella cucina dalle imponenti vetrate su stradae uno stuolo di camerieri e assistenti al tavolo che si prodiga in mille gentilezze e accortezze. Il servizio è in effetti una delle principali carte che Gloria giocaappena varcata la sua sogliaassieme a un design che eclettico è dir poco. I piatti principali sono variazioni di grandi classici con twist di preziosità: molto consigliati i pici cacio e quattro pepi (nero di Lampongverde di Malabarnero affumicato di Banasura e di Timut)il risotto di mare con seppioline e lupiniil filetto Rossini con tartufo e paté di coniglio (al posto del più tradizionale foie gras) e l'originalissimo Wellington di rombo con beurre blanc e uova di trota. Bisogna fare attenzione a calibrare gli ordini tra entrée e piattiperché tutto è piuttosto sostanzioso ma è bene lasciare un po' di spazio per i dolcianche quelli rivisitazioni ricercate: il soufflé al cioccolato con ganache e gelato alla vaniglia vendica qualsiasi tortino caldo ordinato in mille altri ristoranti e vale i 15 minuti di attesamentre la tarte citron XL fa fede alle sue dimensioni abbondando in meringa e golosità. (Testo tratto da questo articolo)
Ha aperto nel 2023 Casa Fiori Chiarinell'omonima e celeberrima via di Breraun luogo già diventato di riferimento per la ristorazione chic del quartieresempre affollato di celebrità e curiosi gourmet. Marchio di garanzia è il gruppo Triple Sea Food (tra i soci anche Leonardo Maria Del Vecchio)che sulla medesima via è già forte del successo del bistrot di mare Vesta. Il menù ripercorre la cucina italiana più classica e - nomen omen - casalingadalla pasta al pomodoro al vitello tonnatodalla cotoletta al tiramisùoltre all'immancabile pizza (leggerissima)tutto opportunamente rivisitato con un pizzico di estro. Anche l'atmosfera conquista con l'eleganza dei pavimenti in marmole colonne recuperate dall'architettura originalee ancora i soffitti a voltale pareti con tappezzeria Dedar e soprattutto le luci soffuseche danno l'idea di un locale dove passare le ore in relaxsi tratti di un pranzo o di una cenama anche per un aperitivocomplice la drink list del bar manager Francesco De Cristoforo.
Da sempre luogo di incontrosalotto di Milano che narra di personecibocultura e teatro incastonato nel suo centro più prestigioso (e nello storicissimo Grand Hotel et de Milan)il ristorante Caruso Nuovo ha riaperto negli ultimi anni le sue porte dopo un rinnovamento degli spazi firmato da Dimorestudio e con una nuova proposta gastronomica a cura dello chef Gennaro Espositoche si unisce così ai piatti elaborati dall’executive chef Francesco Potenza. L'estro millenario e la vivacità di Napoli incontrano qui l'opera e la raffinatezza risorgimentale di Milanocon un'impronta culinaria che è sì convintamente partenopea ma anche aperta alla sperimentazionesoprattutto delle materie vegetali: in menù piatti come zuppetta di olive Nocellara del Belice con pesce spatolaravioli di burrata ed erbe amare con pomodori secchi e origano di montagna, ma anche gateaux di patate e spaghetto al pomodoro del Vesuvio. Anche il restyling di Dimorestudio è un mix di esaltazione dello storico e novità glamourcon una rivisitazione che valorizza colonneintarsi e graniglie.
In zona Porta Genovain un ex asilo di fine Ottocentoha preso forma il progetto onirico e originalissimo dell'imprenditore del retail Claudio Antonioli: Sogni non è un nome casualeanzi è la concretizzazione di una visione che si nutre di parecchie ispirazioni diverse e che punta però all'unicità. Storicismo e contemporaneità si fondono nel progetto di interior decor firmato Storageche rispetta filologicamente l'antico e lo piega agli ultimi trendtra divani di vellutoaltissime specchierelampade retrò ma anche social table ellittici e superfici zincate. La cucina abbraccia la filosofia pescetariana del suo chef Gianluca Clerici che quidopo la su lunga esperienza in Langosteriacura con attenzione il pesce di qualità e le materie prime selezionatissime in piatti che sanno di classicità italiana. A impreziosire ulteriormente l'ambiente una colonna sonora ad hocpensata da un'alternanza di dj italiani.
All'interno del Radisson Collection Hotel di via Santa Sofiain una delle zone a più vivace rinnovamento anche urbanistico della cittàCasa Sofia omaggia gli anni SettantaOttanta e Novanta con un'atmosfera da american barin cui gastronomia d'eccellenzamixology e musica s'incontrano. La cucinadi base italianaè reinterpretata in chiave contemporanea valorizzando stagionalitàfreschezza e originalità. Ma il suo gioiello nascosto è il Santa Hi-Fi Clubil primo vero hi-fi club di Milanodedicato agli amanti della musica. Che si tratti di degustare piatti prelibatisorseggiare cocktail realizzati con maestria o immergersi nella dimensione del suono ad alta fedeltàCasa Sofia si propone come una destinazione che ridefinisce il panorama dell’ospitalità e della nightlife milanese.
È stata una delle aperture più attese in città nel 2022quella del ristorante Horto in via San Protaso 5e ancora oggi è di grande rilevanzaanche grazie alla Stella e alla Stella Verde per la sostenibilità dalla Guida Michelin ottenute nel 2024 e 2025. A curare la culinary strategy è Norbert Niederkoflerche ben si sposa a una filosofia di sperimentazione e sostenibilità che valorizza il localel'innovazione e l'equilibrio etico: «Con Horto portiamo un’idea di cucina dettata da quello che offre la natura e il territorio che ci circondae che ne valorizza l’elemento umano»dice lo chef tre stelle Michelin. Con l’arrivo della bella stagioneHorto presenta i nuovi menu primaverili: un percorso gastronomico che celebra la stagionalità e la ricchezza del territorio lombardoesaltando la primavera attraverso ingredienti freschispontanei e selezionati con cura e piatti magistralmente realizzati dal resident chef Alessandro Pinton e dal sous chef Manuele Garello.
All'ultimo piano del più recente museo inaugurato a Milanoin corso Venezia 52ha aperto nel 2022 il nuovissimo ristorante di Andrea Apreachef stellatocon un vero progetto di alta gastronomia. Due parole sul museoprima: la Fondazione Luigi Rovati è una raccolta privata di opere d'arte etrusche che dialogano con il contemporaneo. Bellissima! Siamo nel cuore di Porta Venezia. E dopo i due piani dedicati all'esposizione si arriva al ristorante: lo spazio progettato dall'architetto Flaviano Capriotti è come una quinta teatrale che s'affaccia sulla cucinaal centro della scena. E i protagonisti sono i piatti che raccontano la filosofia partenopea di chef Aprea: un epicentro di sapori che stimola insieme lo sguardol’olfattoil palato ma anche i ricordidove dunque esplorare il rapporto tra memoria e gusto. Tre i percorsi gastronomici proposti al pubblico: Contemporaneitàun percorso di 5 portate dedicato al rapporto tra memoria e innovazione; Partenopeviaggio in 6 portate nelle suggestioni della Campania; Signatureesperienza assoluta nella filosofia dello chef in 8 portate.
Per sentirsi a casama da Filipporecita il claim sul sito. Tra le aperture più interessanti vi segnaliamo questo ristorante in via Solferino 46a pochi passi dalla storica sede del Corriere della Sera con un déhors sulla via. La proposta gastronomica prende il via dai gusti buoni della cucina tradizionale milanese - con il suo risotto o la cotoletta - ma rivisitati in chiave contemporanea. Specialità? Due tartareuna di manzetta prussiana e l'altra di ceviche al branzino. E ovviamente il polpo “bruciato” alle cime di rapa. Anche qui la selezione delle materie prime è fatta tra i migliori produttori locali del territorio.
Risale al 1998 la fondazione di Innocenti Evasioniristorante insignito per 14 anni della stella Michelin e che dall'aprile 2023per celebrare i 25 anni dalla fondazionesi è regalato una nuova casa: si trova infatti in via Candianinel cuore di Bovisa. In un ambiente moderno e pieno di aria e lucetutto esaltato dalle grandi vetrate che si affacciano su un florido giardino che non è solo un piacevole panorama verdema racchiude anche un orto e due arnie per la produzione del miele. Lo chef Tommaso Arrigoni riflette l'armonia del luogo grazie a piatti equilibratiricercati e di estro eleganteaffondando le sue radici nella tradizionale milanese e italiana. La sostenibilità generale che anima questo luogo si riflette anche in iniziative inclusive come il menù U25x35Erivolto agli under 25 al costo di soli 35 europensato per avvicinare i giovani all'alta cucina.
Motelombroso — Alzaia Naviglio Pavese 256Per una pausa verde appena fuori dal caos cittadinolungo il Naviglio PaveseMotelombroso è un'oasi dalle varie anime: da una parte il bambuseto dall'aria informaledall'altra la greenhouse che diventa il cuore del ristorante. Il giovane chef Nicola Bonoraorigini sarde e curriculum internazionaleha messo a punto una cucina “cruda” e istintualedi ricercai cui piatti riscrivono i classici italiani e francesi dagli anni Sessanta in poicalcando le note amarei contrastima soprattutto la centralità delle materie prime. Anche la carta dei vinicon oltre 400 etichettepunta su un vino prodotto rispettando qualitàterritorio e sostenibilità. A rifocillare anche lo spirito ci pensa l'allestimento che accosta cibo e artecon una collezione di elementi di designdi allestimenti a vista e vedute che aprono lo sguardo sul giardino circostante.
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