Dove mangiare a Milano? Ecco 43 indirizzi da provare subito

Ricercate esperienze dininglocali alla moda di ispirazione internazionalebistrot raffinati e trattorie contemporanee: ecco una selezione delle ultime aperture – e non solo – da non perdere.
Dove mangiare a Milano tavoli con tovaglie bianche sedute con cuscini a righe applique alle pareti nicchie con oggetti.
Dove mangiare a Milano: il nuovissimo Langosteria Montenapoleoneospitato a Palazzo Fendi.Courtesy Langosteria

Dove mangiare a Milano: 43 indirizzi da scoprire subito.

Le città metropolitane sono sempre vivaci e piene di energie. A Milano non mancano nuove aperture né storiche insegne che continuano a sorprenderearricchendo l’offerta gastronomica con esperienze culinarie sempre più interessanti. Si spazia da luoghi glamour con proposte innovativea esperienze giapponesi di fine diningfino a trattorie dalla forte ispirazione tradizionale e locali attenti ai temi della sostenibilità. Al centro resta il desiderio di condivisionein atmosfere suggestive dove il design racconta e interpreta lo spirito del luogo.

Ecco la nostra selezione dove mangiare a Milano.

1. Sushisambaun viaggio tra GiapponePerù e Brasile - Piazza Velasca 3/5

Piante tropicali luci soffuse tavoli sedie.

Sushisamba Milano

Cristiano Pacchiarotti

L'attesissimo Sushisamba (parte del gruppo Sunset Hospitality Group) ha recentemente aperto a Milanoal primo piano di Torre Velascasimbolo di architettura brutalista post-razionalista recentemente ristrutturata. Noto per essere apparso nella serie Sex and the Citydopo la chiusura della sede di New York nel 2017continua a conquistare il mondo con sedi a LondraEdimburgoLas VegasDubaiDohaSingaporeRiyadh e Abu Dhabi.«Questo è più di un ristorante: è un concept life che celebra GiapponeBrasile e Perù attraverso uno stile vibrante e ad alto tasso di energia. La stessa energia che migliaia di ospiti in tutto il mondo hanno imparato ad amare e che nuovi visitatori scoprono per la prima volta ogni giorno»dice Antonio GonzalezCEO di Sunset Hospitality Group. La cucina è un viaggio tra tre culture e offre piatti che spaziano dal sushi e sashimialle specialità alla robatafino a creazioni di ispirazione Nikkeivalorizzando ingredienti stagionali e locali accanto a pesce e carne di altissima qualità.

Bancone bar sedie tavoli luci soffuse piante

Il bancone bar di Sushisamba

Cristiano Pacchiarotti

Il cocktail barscenografico e curato nei dettaglipropone drink ispirati alle tre cultureoltre ai grandi classici. Nascosta dietro la sala principalesi trova la Samba Room: uno spazio esclusivo pensato come vera e propria destinazione after-dinner. Cuore del progetto è infatti l’intrattenimentocon dj setperformance dal vivo e spettacoli di samba che animeranno ogni sera per vivere una atmosfera elettrizzante.

2. Spigacucina classica e raffinata - via della Spiga8

Tavolo con tovaglia bianca sedie in velluto rosso divano verde quadro.

Spigaall’interno di The Carltonhotel Rocco Forte.

Courtesy Spiga

Altro debutto di grande interesse è Spigail ristorante firmato da Fulvio Pierangeliniall’interno del The Carltonhotel Rocco Forte. Lo spazio si distingue per un design raffinato e intimofrutto della creatività di Olga Polizzi – vicepresidente e direttrice del design del gruppo – in collaborazione con Paolo Moschino e Philip Vergeylen. Linee essenziali si combinano a finiture morbidedalle pareti al pavimentopassando per la selezione tessile degli arrediil tutto in una palette declinata nelle tonalità più intense del verde e del rosa. QuiPierangelini esprime una cucina liberatanto classica quanto sorprendentegrazie alla sua interpretazione personale e all’esecuzione dello chef Luigi Nastriche lo affianca dopo aver mosso i primi passi in cucina proprio grazie ai suoi insegnamentiinsieme alla cheffe pâtissière Soccorsa Faienza. Tra i piatti più rappresentativi: insalata di triglie e nervettitortelli di zucca burro e parmigianopesce spada al pepe verde con cicoria ripassata. A completare l’offerta un’accurata selezione di vini che comprende circa trecento etichettecon un percorso che valorizza grandi produttori italiani e francesi.

3. Fiorin Fiorello Fioreintimo e informale - via Fratelli Bronzetti38

Tende sedie lampade bancone

Fiorin Fiorello Fiore

Courtesy Fiorin Fiorello Fiore

Firmato da Parasite2.0 insieme all’agenzia Cultivaril ristorante Fiorin Fiorello Fiorewine bar con musica e vini naturaliè un luogo senza tempo che non intende seguire le ultime tendenze. Se da un lato molti dei materiali utilizzati – radica di legno e acciaio spazzolato lasciato nel suo stato più grezzo – sono estremamente contemporaneil’uso sapiente di luci e tende richiama l’American Bar di Adolf Loos a Vienna come uno dei principali riferimenti. Al centro del progetto c’è un attento studio dell’illuminazione. «A parte due grandi griglie luminose sopra il bancone e la console del selectornon esistono altre fonti di luce visibili. Insieme a questi elementiun proiettore teatrale realizzato su misura crea un effetto subacqueo nella sala del selectordando la sensazione di trovarsi quasi all’interno di un acquario e trasformando la sala d’ascolto in un’esperienza immersiva e unica. Un secondo elemento chiave è il sistema di tende. L’obiettivo era trasformare il fronte strada: non si deve poter vedere all’internose non da pochissimi punti in cui la tenda si solleva leggermentepermettendo ai passanti di intravedere solo piccoli frammenti dello spazio internoaccendendo curiosità senza svelare tutto»spiegano i progettisti. La cantina propone oltre 300 etichettementre il menu cambierà in base a prodotti e stagionalitàgarantendo sempre freschezza e varietà. Un luogo intimo dove assaporare e ascoltare.

4. Langosteria Montenapoleoneeccellenza gastronomica - via Giacomo Matteotti 9

Tavoli sedie con cuscii a righe applique.
Langosteria Montenapoleonenel cuore del quadrilatero della moda.Courtesy Langosteria

Langosteria svela un nuovo indirizzo nel quadrilatero della modanella cornice di Palazzo Fendi: Langosteria Montenapoleoneche rappresenta la piena espressione della visione di Enrico Buonocoreche dal 2007 ha inserito il brand tra i protagonisti della scena gastronomica contemporanea. «Sono orgoglioso che il percorso di Langosteriainiziato a Milano diciotto anni fatrovi oggi la sua naturale evoluzione in questo progetto»afferma Buonocore. Nasce così una vera e propria destinazione culinaria su tre piani. Al quinto pianouna sequenza di ambienti raffinati accoglie gli ospiti in Langosteriain un’atmosfera calda ed elegante. Al sesto piano prende vita Langosteria Ally’s Baril primo cocktail bar del gruppo: un luogo raccolto e sofisticatocon una terrazza affacciata sullo skyline cittadino e accesso all’esclusiva private dining room. Il quarto piano sarà invece dedicato a PEPE - barra italianail nuovo concept che inaugurerà a febbraiocon una proposta gastronomica basata sulle ricette della cucina italiana e una modalità conviviale tutta “alla barra”. La proposta gastronomica di Langosteria si fonda da sempre sull’eccellenza assoluta degli ingredienti di mare: accanto ai piatti signaturecome Pappa al PomodoroTiepido di Mare e Chateaubriand di Cernia Nera alla Bracetroveranno spazio specialità stagionali e piatti già celebri a Parigicome Astice Blue Nature e Rombo di Galizia “alla milanese” con salsa allo zafferano.

5. Al Baretto Sant’Ambrogiocolta tradizione - via Privata Bobbio 1

Applique tavoli con tovaglie e sedute con cuscini arancioni

Al Baretto Sant’Ambrogio

Courtesy Al Baretto Sant’Ambrogio

Al Baretto Sant’Ambrogiodel gruppo La Gioia Collectionapre le porte in via Privata Bobbio 1nel cuore di Tortona. Un luogo che si ispira a un’eleganza senza tempocon un’atmosfera accogliente e raffinatalontana dalle mode. Il nome Sant’Ambrogio è un omaggio al patrono di Milanosimbolo dell’anima cittadina: con questo tributoil ristorante si fa interprete dello spirito profondamente milanese. All’interno dello spazio si trova anche il timeless barche richiama il ponte di uno yachtmentre un secondo barpiù riservatoaccompagna l’area privata. Il menu propone un’accurata selezione di piatti di pescecarne e vegetariani. Da provare: la battuta di gamberi viola e foie grasi tagliolini al caviale e l’astice al beurre blanc.

6. Altattoanima vegetale - via Bonaventura Zumbini 39

Sedie in legno tavoli in metallo vasi con fiori

Il nuovo Altatto è uno spazio dall’estetica essenziale e materica.

Laura Spinelli

Dopo dieci anniAltatto apre le porte del suo nuovo ristorante in via Bonaventura Zumbini 39uno spazio concepito come naturale evoluzione del celebre bistrot vegetale fondato da Cinzia De Lauri e Sara Nicolosi. Un luogo capace di raccontare la loro filosofia attraverso ogni dettaglio. A dare forma architettonica a questa visione è l’artista e designer Nicola Lorini di The Present Tenseche ha interpretato e sviluppato il progetto in stretta collaborazione con le chefcon il supporto dell’architetta Cristina Raimondi. Il risultato è un ambiente nato dal dialogo tra cucina e architetturatra visione e materiatra tradizione e contemporaneità. Forme essenziali e rigorose dialogano con un immaginario ruralefatto di materiali organicisuperfici irregolari e lavorazioni manuali. L’offerta gastronomica propone il menu storico di quattro portatefedele allo spirito originario; il nuovo menu di nove portatecomposto da piccoli assaggi che permettono un’immersione totale nel linguaggio creativo di Altattoattraversando tutte le tecniche e le sfumature del vegetale; e i classici senza stagionele firme del ristorantedisponibili à la carte.

7. Twigal’esclusivo club del gusto - via Turati 29

Moquette rossa tavoli sedute rosse

Twigauno spazio che gioca sui contrasti con specchimoquette e arredi rossied elementi in acciaio.

Courtesy Twiga

È il nuovo place to be. Dopo Monte CarloVersiliaBaia Beniamin e Porto Cervoil marchio Twigaacquisito da Leonardo Maria del Vecchioapproda a Milano (via Turati29) con un format esclusivo che unisce dining d’eccellenza e clubbing internazionale. Il nuovo locale punta sulla privacy: all’ingressole telecamere degli smartphone vengono oscuraterestituendo agli ospiti la libertà di vivere il momento senza alcuni filtri. Il concept prevede un ristorante da 100 coperti dalle 21:00 a mezzanottecon un menu vario che spazia da creazioni signature fino ai grandi classici della tradizione lombarda da condividere. Dalla mezzanotte alle 5 del mattinoil locale si trasforma in palcoscenico per dj e ospiti internazionalidiventando un vero club experience. Il designfirmato dall’architetto Stefano Belingarditraduce Milano in un’esperienza immersiva: un ambiente costruito sui contrasti - rossonero e acciaio -pensato per creare un effetto scenico ed emozionale.

8. Nusr-Et Steakhouselo showman turco - Piazzetta Bossi 2

Sedute in pelle  e azzurre pavimento a scacchi.

Nusr-Et Steakhouseall'interno dell'hotel Casa Brera.

Courtesy Nusr-Et

In piazzetta Bossiall’interno dell’hotel Casa Brerafirmato da Patricia UrquiolaNusr-Et Gökçe, - lo lo chef turco conosciuto in tutto il mondo come Salt Baeper il gesto virale sui social di far scivolare il sale lungo il braccio -ha inaugurato la sua nuova destinazione italiana. Questa apertura segna un’espansione strategica del brand “Salt Bae”nato come semplice ristorante di carne a Istanbul con solo otto tavolie cresciuto fino a diventare una catena internazionale con oltre 30 locali. «L’artelo stile e l’eccellenza della città di Milano sono sempre stati di grande ispirazione per me»dice Nusret Gökçefounder della Nusr-Et Steakhouse. Cosìlo chef è riuscito a realizzare il suo sognonella città da sempre tanto ambita. Il menu propone i piatti simbolo della maisondal Nusr-Et Specialuna bistecca con condimento al burroal filetto Lokum tenderloinfino al celebre Saltbae Tomahawk e alla Golden Baklava servita con gelato Maraş. Non mancano creazioni pensate per Milanocome il Wagyu Bresaola. La proposta si completa con una selezione di vini che spazia dalle etichette italiane a quelle internazionali e con una cocktail list ispirata alla mixology neoclassica.

9. RaMeeleganza rètro - via Piero della Francesca52

Tavoli sedie lampade vintage vetrina specchi

RaMe bistrot

Courtesy RaMe

Ispirato ai bistrot degli anni TrentaRaMe è il salotto milanese rivisitato in chiave intima e moderna. L’interior design gioca su una palette di verde salviacorallo e ottone brunitocon vellutiboiserie e lampade rétro che diffondono una luce morbida e avvolgente. Ogni dettaglio è curato con estrema attenzione: tavoli ben distanziatifiori freschi su ogni mise en place e una luce calda che crea riflessi sul legno dei pavimenti. Le decorazioni muraliispirate ai giardini esoticigli archi bianchi e i tendaggi scuri contribuiscono a creare una dimensione raccolta e sofisticata. Al centro dello spazioil bancone bar diventa il cuore del bistrot: rivestito in ceramiche verde bottiglia dai riflessi iridescenti e incorniciato da un arcorende omaggio alla Golden Age della mixology. La cucina è di ispirazione mediterraneainterpretata con tecniche contemporanee e materie prime d’eccellenza. Il menuintitolato “Racconto Mediterraneo”intreccia ricordi e sapori attraverso piatti come i crudi di mareil raviolo all’astice su bisque e stracciatella affumicatala linguina RaMe con vongolecalamaretti e bottarga e il risotto mediterraneo con essenza di limone e scampo crudo. Ricca è anche la carta dei viniche si propone come un vero viaggio enologico: dai grandi Champagne francesi ai rossi toscani e piemontesifino alle fresche interpretazioni di Friuli e Alto Adige.

10. Dragon Kitchenl’autentica cucina cinese - via Carlo Foldi 8

Sedie tavolo applique

Dragon Kitchen

Courtesy Dragon Kitchen

Dragon Kitchen è un nuovo ristorante di cucina cinese contemporanea. Il progetto è nato in Spagna e si consolidato nel tempo attraverso diverse aperture di successo in Europa. L’arrivo nel capoluogo meneghino rappresenta un passo naturale per un brand che dialoga con il contesto metropolitano mantenendo una sua forte identitàsenza ricorrere mode. La proposta gastronomica prevede piatti provenienti dalle varie regioni della Cinacon attenzione all’equilibrio dei sapori. L’interior design rispecchia la filosofia del progetto: un ambiente contemporaneo curatoessenziale e accogliente dove il design richiama l’immaginario orientale reinterpretato in chiave contemporanea. Per il mese di febbraio sono disponibili tre menu degustazioni che permettono di assaggiare più piatti con differenti combinazioni. Si parte dal menu Lanterna Rossa composto da bastoncini di pollo canjuriso kubakchopsuey di gamberi; poi il menu Fiamma del cavallo propone jiaozi di anatragolden Dragon rice e anatra laccata. InfineLa Nuvola Rossa è una variante veg con jiaozi spicy vegetariani e croccantignocchi di riso cinesi saltatimelanzane kungpao e riso bianco per accompagnare.

11. La Rueispirazione francese - Corso Garibaldi 79

Piatto con entrecôte e patatine

La famosa entrecôte con patatine di La Rue.

Courtesy La Rue

Ricercatissimo: La Rueil format di cucina francese che approda a Milano. In un’atmosfera che richiama i bistrot pariginiprotagonista assoluto è l’entrecôte con salsa segretaservita con patatine preparate al momentoshow cooking a vista e un servizio elegante. Il menu a prezzo fisso include anche un’insalata come entrée e offre la possibilità di fare il bis. Alla cartainvecesono disponibili una selezione di dolci e una lista di vini. Accanto all’esperienza in sala de La Rue c’è anche La Rue Baguettenella vetrina adiacente. Qui si può assaggiare la baguette farcita con Entrecôtesalsa segreta e patatine: da gustare sul posto durante il giornooppure in asporto e delivery anche la sera.

12. [Bu:r]nuova veste - via Mercalli 22

Tavoli e sedute in legno pavimento moquette.

Il restyling del ristorante [Bu:r].

Sara Magni

[Bu:r]il ristorante guidato dallo chef Eugenio Boerinsieme alla moglie e maitre Carlotta Perillidopo sette anni di attività si rinnova. Il restyling è firmato dallo studio kick.officelo studio guidato da Mario Abruzzesein piena continuità con i valori che hanno guidato il progetto sin dall’inizio: equilibriomisura e intimità. Su consiglio dell’amico architetto Leandro Fedelekick.office ha accolto l’idea di sviluppare una proposta cromatica sofisticata. Cosìi toni caldi e densiispirati ai colori della terravestono lo spazio in una chiave più accogliente. Ad arricchire l’ambientei nuovi tavoli in massello di faggio firmati Ton che diventano simbolo di connessione con la natura e con l’artigianalitàoltre a una moquette bordeaux. È in questo contestodove ogni elemento è pensato per stimolare i sensiche prende forma l’offerta gastronomica: accanto al percorso dei Classiciche raccoglie i piatti iconici dello chef – dal cervo ai risotti fino al piccione –nasce Le Aromaticheil nuovo menu degustazione dove al centro ci sono le erbele radicile spezie e i fiori. Elementi che di solito accompagnano o completano una ricetta diventano ora protagonisti di una grammatica del gusto inedita.

13. YAPAcontaminazioni culturali - viale Monte Nero 34

Bancone in pietra e sedute.

Il nuovo cocktail bar di Yapa.

Courtesy Yapa

In zona Porta Romanail ristorante Yapaguidato dallo chef Matteo Pancettisi amplia con l’apertura del cocktail bar. Quilo chef racconta un viaggio attraverso culture e tradizioni diversedove ogni piatto diventa una storianarrata attraverso una fusione di sapori e tecniche che superano confini geografici e culturali. Yapa è infatti tra i primi ristoranti in Italia a integrare la tecnica del robatayaki per interpretare la braceuna tradizione nata in Giappone negli anni ’50. Il design del nuovo bar si distingue per una palette monocromaticaarricchita da legnilinometalli ossidati e ceramichein un elegante gioco di chiari e scuri. La proposta mixology è affidata a Matias Sarlifondatore di 80-20ml Drinks Labche propone abbinamenti ricercati e originali come il Bun Cha Dipping con tequilaAncho Reyescitronella e soluzione citrica. Al bancone verrà inoltre servito un esclusivo menu di tapas.

14. Orizzontivista panoramica - via Santa Sofia 10

Torre Velasca tavolo con sedute

Orizzonticon vista panoramica su Torre Velasca.

Courtesy Orizzonti

Un nuovo orizzonte si staglia su Milano: è Orizzontiil ristorante appena inaugurato al tredicesimo piano dell’Uptown Palacein via Santa Sofia 10. Ad accogliere gli ospiti la vista mozzafiato: da un lato la Torre Velascatornata al suo splendoree dall’altro le guglie del Duomo. Un panorama che incornicia un ambiente dal design essenziale e sofisticatodove marmolegno e metallo dialogano con ampie vetrate per offrire un’esperienza immersiva. Tra gli elementi dell’interior design spiccano le preziose materie prime firmate Margraf. L’azienda ha realizzato alcune delle superfici del ristorantetra cui il pavimento in marmo Zebrato lucido e lo scenografico social table in marmo Silver Streamun blocco unico lungo quattro metri che interpreta la convivialità in chiave materica. Altro elemento distintivo è la collezione esclusiva alle pareti Velata Drapesuna serie di opere scultoree in marmo - Fior di PescoBreccia BohemienGrigio CarnicoBreccia Imperiale - progettate dal designer Raffaello Galiotto. A guidare la cucina è lo chef napoletano Luca Pedata (ex chef di Carlo e Camilla in Segheria)affiancato dal fidato sous-chef Giuseppe Robustella. Insieme firmano un menu che mescola istintoricerca e libertà espressiva. Ogni piatto è un raccontoun intreccio di radici partenopee e visioni moderne. In omaggio ai Giochi OlimpiciOrizzonti presenta il Risotto Milano Cortina: uno zafferano impreziosito da un midollo di funghi Portobello chein sostituzione dell’ossobucocrea un trait d’union con le Alpiesaltato da una gremolada realizzata con erbe alpine aromatiche. A completare l’esperienzauna carta dei vini studiata con curache propone un’ampia selezione di vitigniregioni e lavorazioni.

15. Cucina Triennalesguardo sul parco - viale Emilio Alemagna 6

Tende verdi tavoli sedie opera d'arte.

Cucina Triennale è il nuovo ristorante e caffè di Triennale Milanosituato al Piano Parcocon arredi firmati Unifor e tende Dedar.

DSL studio

Cucina Triennale è il nuovo ristorante e caffè di Triennale Milanosituato al Piano Parcorecentemente rinnovato e affacciato su un giardino di 7.300 mqfirmato dall’architetto Luca Cipelletti dello studio Archit (AD 100). Il Piano Parco rappresenta il più importante intervento di riqualificazione architettonica e funzionale del Palazzo dell’Arte. Progettato originariamente da Giovanni Muzio nel 1933 per offrire spazi e servizi complementari alle altre aree del Palazzoil Piano aveva nel tempo perso integrità architettonica e destinazione d’uso. Il nuovo progetto ne ridefinisce e amplia le funzioniriallacciandosi alla visione originaria di Muzio e restituendo nuovi spazi al Palazzo dell’Arte.

Luca CipellettiDirettore Architettonico del Palazzoracconta: «Le sei nicchie in boiserie del progetto originale di Muzio sono state reinterpretate in chiave contemporanea e funzionale. Per le pareti degli arredi fissi sono stati utilizzati pannelli in rovere bacchettatoche alleggeriscono la percezione dello spaziofanno vibrare la luce e svolgono anche una funzione acustica. Il telaio strutturale è lasciato a vistamentre il metallo bianco a contrasto riprende esattamente il disegno dei grandi serramenti tripartiti che affacciano sul giardino. Il dialogo tra interno ed esterno è enfatizzato da specchiature che riflettono il verde del parco e la fontana di de Chirico all’interno degli ambienti». Il risultato è uno spazio luminosocon ampie vetratee articolato in tre salearredate con elementi firmati UniFortendaggi di Dedar e un progetto illuminotecnico realizzato in collaborazione con ERCO.

La proposta gastronomica del ristorante e della caffetteria è affidata a T’a Milanofood company attiva nell’ambito della cioccolateria d’eccellenzadel catering e banqueting su misurache promuove un rivoluzionario concept di servizi per la ristorazione e per l’hôtelerie. L’offerta spazia dalla colazione alla cenapassando per pranzi e aperitivicon proposte che combinano qualità e versatilità in un format elegante o più informale. Cucina Triennale si afferma così come nuova destinazione gastronomica per vivere momenti di gusto in un’atmosfera accogliente e conviviale.

16. Abbaricercata semplicità - via Varesina 177

Tavolo in legno tenda bianca seduta nera e rafia.

Ristorante Abbauno spazio intimo e raffinato.

© 2024 eugenio marchesi

Abba ha recentemente conquistato la sua prima stella Michelin. Il ristoranteguidato dallo chef e patron Fabio Abbattistasorge all’interno di un ex pennellificio completamente riqualificato: un luogo in cui la storia industriale dialoga in armonia con il design contemporaneo. Il progetto architettonicofirmato da Giulio Marchesimette in relazione due anime contrastanti: da un lato l’edificio originario in mattonidall’altro un volume moderno in vetro e acciaio. L’ambienteintimo ed essenzialeospita solo otto tavolidisposti in modo da garantire massima privacy agli ospiti e al tempo stesso mantenere un contatto visivo diretto con la cucinavero fulcro dell’esperienza gastronomica. La scelta dei materiali e la cura dei dettagli rispecchiano la filosofia culinaria di Abbattistada cui il ristorante prende il nome: una cucina radicata nella stagionalitànella selezione rigorosa delle materie prime e in una semplicità solo apparente. L’obiettivo dello chef era quello di creare un luogo accoglientequasi domesticodove il cliente potesse sentirsi a casa pur vivendo un’esperienza raffinataessenziale e sorprendente.

17. IT Milanocontaminazioni ispaniche e asiatiche - via Fiori Chiari 32

Tavolo e sedie in legno mensole con vasi in terracotta

IT Milano

Courtesy IT Milano

Riapre a Milanonel cuore pulsante di BreraIT Milanoterzo indirizzo del gruppo IT nel capoluogo lombardo dopo IT Maison e ByIT. Un ristorante fusion dal respiro internazionale che propone una cucina radicata nel territorio ma aperta alle influenze del mondo. L’ambientesituato al piano interrato con ingresso condiviso con il cocktail bar ByITaccoglie gli ospiti in uno spazio raccolto e avvolgentedove l'interior design è caratterizzato da toni caldimateriali naturali e luci soffuse. La proposta culinariafirmata dall’executive chef del gruppo ITRomualdo Palladinocon il supporto dell’head chef Alex Pochynokaffonda le radici nella tradizione italianacontaminata da influenze ispaniche e asiatiche. Un dialogo tra culture che ruota attorno al concetto di convivialitàriportando al centro la condivisione dei piatti e la socialità.

18. Salispirito nipponico - Corso Italia 29

Bancone con sgabelli poltrone lampade a parete e quadri.

Salispirito Izakaya.

Courtesy Sali

Si chiama Sali il nuovo cocktail bar & ristorante con spirito Izakayaideato da Alessandro Mario Cesario e Christian Brigliadorofondatori del gruppo Sequoia (già noto per Casa Tobago). Un progetto ambizioso e curato in ogni dettagliosituato al settimo piano del Radisson Collection Hotel Santa Sofia Milanoma con un ingresso indipendente da corso Italia 29 che invita a salire - letteralmente - e lasciarsi sorprendere. L’atmosfera è quella di un rifugio urbano ed elegante: un rooftop con vista panoramica sui tetti di Milanoarricchito da sette balconcini privati. Il mood è intimo ma cosmopolitaperfetto per ogni momento della giornatadall’aperitivo all’after dinner. Interessante è la drink listun viaggio tra Oriente e Occidentecon sakèinfusioni artigianali e pairing creativi. In cucinal’ispirazione giapponese prende forma grazie alla giovane chef Chiara Di Salvo - formatasi alla scuola di Gordon Ramsay - affiancata da Ulisse Sangalli. Cosìil menu spazia tra classici reinterpretati e nuove suggestioni: dal Sando di Wagyu ai varianti di Yakitori (pollomazzancolleWagyufriggitelli) fino al Chirashi Crispy Ricetartare di tonno e salmone servita su riso croccante in formato bite.

19. Velcondivisione a sorpresa- via Bergamini 11

Vel è uno spazio intimo e accogliente guidato dello chef Valerio Dallamano.

Vel è uno spazio intimo e accoglienteguidato dello chef Valerio Dallamano.

RECORD STUDIO

Offre un’esperienza d’eccellenza e convivialità Velil ristorante di via Bergamini 11 nato dalla sinergia creativa dello chef Valerio Dallamano e dei soci fondatori. L’ambiente è stato concepito per essere confortevole e accogliente: un rifugio elegante dove gli ospiti possono immergersi nel viaggio culinario ideato dallo chef. La proposta gastronomica è un audace connubio tra l’eccellenza della tradizione italiana - con una marcata impronta lombarda - e una visione contemporanea che guarda al mondo. A caratterizzarlal’utilizzo di ingredienti quasi esclusivamente italianiarricchiti dall’esperienza internazionale maturata dallo chef in numerose cucine estere. La filosofia del ristorante si fonda sulla condivisione e sulla sorpresae si articola in due approcci al menu: uno classicocon un numero definito di portatee uno più leggero e convivialepensato per chi desidera assaporare diversi piatti in modo informale ma sempre ricercato.

20. Innocenti Evasioni / Terrazza Triennalecucina d’autore - viale Alemagna 6

Tavoli con tovaglie bianche sedute arancioni e ampie vetrate.

Innocenti Evasioni / Terrazza Triennale con vista panoramica sul parco.

Courtesy Terrazza Triennale

Dopo una breve pausariapre al pubblico uno dei rooftop più amati di Milano: Terrazza Triennale (viale Alemagna 6) torna con una nuova identità sotto il nome Innocenti Evasioni / Terrazza Triennale. Alla guidalo chef stellato Tommaso Arrigoni, affiancato da parte della sua brigata storicapronto a portare la sua visione gastronomica in uno dei luoghi simbolo della città. Il ristoranteall’ultimo piano della Triennale Milanosi affaccia sul Parco Sempione e offre un’esperienza che unisce cucina d’autore e panorama mozzafiato. L’atmosfera riflette il DNA di una Milano contemporanea: internazionalein dialogo costante con il mondoaperta allo scambio e all’innovazione. A completare l’esperienzaun bar con drink list dedicata e snack firmati Arrigoniattivo nei giorni di apertura del ristorante.

21. Izucreatività nipponica - Corso Lodi 27

Tavoli sedie in pelle lampade a sospensione

Izuristorante giapponese

Courtesy Izu

IZU è uno dei ristoranti giapponesi più affermati del panorama milanese e racconta un DNA profondamente nipponico. La sua cucina si fonda sulla costante ricerca dell’eccellenzasu un’attenzione estrema al dettaglio e su un’estetica raffinataoggi ulteriormente valorizzata da uno spazio elegante e contemporaneodal delicato tocco zen. Ad accogliere gli ospiti è Jin Yue Hupadrone di casa con una lunga esperienza familiare nel mondo della ristorazioneche con competenza e passione guida nella scelta dei piatti. Il ristorante propone un viaggio culinario unicocapace di fondere tradizione e modernità attraverso preparazioni ricercate e di altissima qualità. Jin Yue Hu è affiancato da una solida brigatacoordinata dagli chef di sushi e di cucinamentre in sala un esperto sommelier accompagna gli ospiti nella scelta dei corretti abbinamentiproponendo etichette selezionate e di grande pregio. L’innovazione dei piatti nasce non solo dalla creativitàma anche da un’attenta ricerca delle materie primevalorizzate dalle competenze tecniche e dalle lavorazioni precise degli chefcapaci di esaltarne gusto ed equilibrio. Da provare assolutamente: la trilogia di tonno rosso con salsa karashi e chips di nori croccantela tartare di tonno rosso con la storica salsa spicy 1993 e la capasanta canadese con vinaigrette allo yuzulimoneumeboshi e shiso.

22. Ristorante Sadleralta cucina - via dell’Annunciata 14

Tavoli sedie in velluto lampada a sospensione mensole

Casa Baglioni Ristorante Sadler

Diego De Pol

Situato nel cuore artistico di Milano all’interno di Casa Baglioninel quartiere di Brerail Ristorante Sadlerfondato dallo chef Claudio Sadleruna stella Michelin, da oltre trent’anni è un punto di riferimento per la cucina italiana contemporanea: unisce tecnicacreatività e massima attenzione alle materie primeoffrendo un’esperienza gastronomica raffinata e moderna. Il ristorante ha due anime complementari: la proposta gourmet da stellato per la cena e l’offerta dedicata al business lunch a pranzocon formule e brigate di cucina e sala dedicate. Di recente Claudio Sadler ha ufficializzato il debutto di Giacomo Lovato come nuovo Resident Chef del ristorante. «Ho scelto Giacomo per la guida del mio ristorante perché conosce già il mio stile e il mio modo di lavorare. È in grado di portare una ventata di freschezza e modernità con nuove preparazionisenza snaturare quelli che sono i miei piatti signature»racconta Sadler. La presentazione è avvenuta nel corso dell’evento La Dolce Altitude. Un’iniziativaispirata alla montagna e ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Per l’occasioneospite speciale della serata è stato Graziano Prest del ristorante Tivoli (1 stella Michelin) di Cortina d’Ampezzo (BL)che si è alternato ai fornelli con il patron di casa Sadler e il giovane talentodando vita a un menu ispirato ai sapori dei due territori di appartenenza.

23. Cardinalegusto contemporaneo - via Freguglia 2

Sedute gialle e blu parete e tenda rossa divano arancione bancone in piastrelle blu.

Cardinalecucina contemporanea.

Courtesy Cardinale

Altro protagonista della scena gastronomica milanese è Cardinaleil progetto dei fratelli Debora e Nicola Massari insieme a Lorenzo BenussiRoberta Cioffi e Paolo Cogliosituato in via Freguglia 2a pochi passi dal Tribunale. L’ambienteispirato allo stile metropolitanoè stato progettato dagli architetti Gianluca Gallucci e Pierfrancesco Terlizzie realizzato da Imago Srl di Cava de’ Tirreni sotto la direzione di Tiziano Accarino. Gli arredi dal design essenziale sono valorizzati da un gioco di colori vivacicapaci di dare dinamismo allo scenario. Il menu è un viaggio nella tradizione della cucina italiana rivisitata in chiave contemporaneacon particolare attenzione alla stagionalità e alle esigenze del contesto urbano. Tra i piatti signature spicca il Manzo all’oliouna delle più antiche ricette brescianepreparata con carne di Scottona e servita con patate al forno. Non mancano i grandi classicicome il vitello tonnato e il baccalà mantecatofino agli intramontabili risotticon l’immancabile versione alla milanese.

24. Cascina Romanasapori della tradizione - via Sirtori 34

Tavolo sedia in legno pianta

Li Somaritradizione romana.

Courtesy Li Somari

In zona Porta Veneziain via Sirtori 34c’è un nuovo indirizzo Cascina Romana. Si tratta del progetto firmato da Claudio Amendola e Andrea La Caitanato dall’amore per la cucina veradella Roma di una volta. Il progetto è il risultato della fusione di due indirizzi: Frezzae la cucina de coccio di Amendolaaperto nel 2022 nel centro storico della cittàe Li Somaridi Andrea La Caita. Così l’esperienza gastronomica si sviluppa su due livelli: al piano terra si può scoprire la cucina autentica di Frezzacon piatti come i fritti o i grandi primi della cucina romanache si uniscono alla mixologycon la possibilità di cenare al bancone e lasciarsi guidare da esperti bartenders. Mentre al piano superiore si svela il cuore della cucina tradizionale di Li Somaricon piatti del territorio reinterpretati con un twist contemporaneo dallo chef Adriano Baldassarre. Imperdibili gli gnocchi ripieni di pollo alla cacciatora e il cappuccino di baccalà.

25. Nero 9 Milanoil tempio della brace - via Anfiteatro 9

Carta da parati bianca e nera tavolo nero e in legno quadri alla parate.

Nero 9 Milano offre un ambiente dall’atmosfera raccoltadove ogni dettaglio invita a vivere un’esperienza gastronomica unica.

Courtesy Nero 9 Milano

Al civico 9 di via Anfiteatrostorico scorcio meneghino nel cuore di Brerasi trova Nero 9 Milanoun luogo intimo ed elegante. Ad accoglierci ci sono i proprietari: Donatella Izzoartista visiva e impeccabile padrona di casae il marito Marco Parentealla guida della cucina. Insieme hanno trasformato il locale in un vero e proprio tempio della carne alla bracedove la profonda conoscenza dei prodotti e la ricerca costante offrono ai clienti un’esperienza gastronomica unica. Tra i primi locali a proporre una selezione Dry AgedNero 9 garantisce una frollatura a secco di minimo 30-60 giorniche conferisce alla carne morbidezzanuovi sapori e profumi. In carta si trovano carni con e senza ossotaglieri di formaggi artigianalicarpacci di manzo affumicatomidollo alla brace e un’ampia selezione di tartare condite. Completa l’offerta una curata carta dei vinipensata per esaltare ogni portata.

26. Porticcioli Milanoeleganza contemporanea - via Losanna 11

Sedute in velluto verde parte verde e boiserie in legno. Bottiglie alla parete.

Porticcioli propone una cucina contemporanea.

Courtesy Porticcioli

In via Losanna 11a metà strada tra l’Arco della Pace e CityLifeapre le porte Porticcioli Milanoun ristorante che mette al centro gustoaccoglienza e qualità. Il progetto nasce dalla visione di Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolachegià fondatori del primo Al Porticcioli a Salòsul lago di Garda. Con loronel team meneghinoanche Chiara Caresano e Luca Micheli. Lo spaziointimo e curatoaccoglie 46 coperti in un ambiente dalle linee pulitecon luci morbide. In cucinalo chef Ciro Tecchio propone piatti contemporaneidove tecnica e creatività sono sempre al servizio della materia prima. Protagonisti sono i crudiinsieme a piatti di pescecarne e proposte vegetale. Sicuramente il Plateau Royal rappresenta l’eccellenza della proposta: una selezione generosa e variabile di crudiscelta in base alla disponibilità del mercato.

27. Vasiliki Kantina & Gastronomiaalla riscoperta della cultura ellenica - via Clusone 6

Tavoli con candelabri alla parete una mappa.

Il nuovo Vasiliki Kantina & Gastronomia è un inno alla cultura ellenica con piatti della tradizione e una ampia cantina.

Gaia Menchicchi

Vasiliki Kantina & Gastronomia è il nuovo progetto di Vasiliki Pierrakeafondatrice e proprietaria del celebre ristorante Vasiliki Kouzina. Il nuovo spaziosituato di fronte al noto localecelebra l’eccellenza del vino greco e la tradizione gastronomica ellenica. Il progetto di interior è stato curato dalla designer Joy Herro che ha ideato un luogo semplice dall’atmosfera genuinacapace di valorizzare elementi della cultura grecacome i prodotti di Vasiliki e le opere di Terpsichore Savalla. Il soffitto dipinto da Terpsichorecontribuisce infatti a questa narrazionerappresentando il mito di Persefone e Demetra che contiene tutto il cammino dell’uomocioè la nascita e la morte. La ricca carta dei vini propone circa 152 etichette selezionate di vini provenienti da territori iconici come Santoriniil PeloponnesoCretaRodi e l’Attica. Accanto alla proposta di viniil menuideato da Dimitris Sintoris e supervisionato dallo chef Gikas Xenakisè una celebrazione della tradizione greca attraverso una selezione di mezespiccoli piatti da condividere. I piatti sono disponibili anche da asporto.

28. IT Maisonatmosfera internazionale - via Tommaso da Cazzaniga 2

Lampade carta da parati divani e cuscini

IT Maison è un'oasi di pace dove rilassarsi e concedersi momenti di pausa.

Jacopo Salvi

A BreraIT Maison è il ristorante all day dining ospitato all’interno del Boutique Hotel VMaison. Il progetto nasce dalla mente di Alessio Matrone e Danilo Carusosoci fondatori del brand di ristoranti internazionali ITcon sedi a IbizaLondraMilanoPorto Cervo e Tulum. Un luogo pensato per far sentire gli ospiti come a casagrazie ad una proposta gastronomica
pensata dall’Executive Chef Romualdo Palladinocon l’aiuto dell’Head Chef Alex Pochynok. Lo spaziocurato dallo studio VMaison Interiorsvela un design caldocon tessuti ricchi di decori che evocano un’atmosfera inglese. Dalla colazione al pranzodalla merendapassando per l’aperitivo e fino a cenaIT Maison è aperto a tuttinon solo agli ospiti dell’hotele offre un’esperienza completa includendo anche il dopocenacon una carta di signature cocktail studiati dal bar manager Edoardo Raimondi. Un’oasi di pacecon un giardino privatodove rilassarsi lontano dal caos cittadino.

29. Uovodiseppia Milanola Sicilia contemporanea - via Amerigo Vespucci 11

Tavoli con sedie quadro con forchetta piante pavimento in legno.

Uovodiseppia Milano celebra la ricchezza gastronomica siciliana nel pieno rispetto della cultura locale.

Federico Bontempi

In zona Porta Nuovalo chef Pino Cuttaia e l’imprenditore Vittorio Borgia di Borgia Group annunciano la nuova collaborazione per Uovodiseppia Milanofrutto dell’idea di offrire un’esperienza che celebra la ricchezza enogastronomica della Sicilia. «Uovodiseppia Milano racconta la Sicilia contemporanea attraverso il cibooffrendo un luogo accogliente dove il cliente si sente a casacoccolato e curato come se fosse sotto le attenzioni di una mamma moderna»afferma lo chef. «Con Vittorio Borgia c’è un’amicizia e un rispetto che ci lega da anni. È quindi un percorso naturale essere arrivato quiper rendere con lui l’esperienza della nostra Isola sempre più autentica». Un locale che intende celebrare le tradizioni localipreservando la cultura del territorio e seguendo il ciclo naturale delle stagioniper un’esperienza gastronomica autentica e rispettosa dell’ambiente. Il menu esprime questa filosofiacon piatti come il Macco di fave con gnocchetti di seppia o il Tataki Sikanoche esaltano gli ingredienti locali e sostenibili.

30. MIRO Osteria del Cinema in Sala Nobeldegustazioni cinematografiche - via Milazzo 9

Sala di MIRO  Osteria del Cinema in Sala Nobel.

MIRO - Osteria del Cinema in Sala Nobelil primo cinema-ristorante in Italia.

CAROLINAGHERI

MIRO - Osteria del Cinema in Sala Nobel è il primo cinema-ristorante d’Italia per godersi pranzoaperitivo e cena mentre si assiste alla proiezione di un filmsituato in una sala del cinema Anteo. Lo chef Vincenzo Artadi firma le nuove proposte culinarieperfette da gustare nelle sedute dotate di tavolino della speciale sala cinematografica. A pranzo (solo nel weekend) e a cena (da martedì a domenica) sono disponibili due menu: Burton (vegetariano ) e Phillipsentrambi composti da tre portate salate e un dolcepaneacqua e vino (solo per cena). Tra i piatti troviamo: hummus di lenticchieroastbeefrisotto con zucchine alla scapece e tiramisù. L’aperitivo invecein programma dal venerdì alla domenicaprevede diversi assaggi accompagnati da un calice di vino o un cocktail.

31. Veramentetradizione autentica - via Palermo 11

Tavoli con sedute lampada al muro e quadri alle pareti.

Veramente è un luogo dove riscoprire la tradizione italiana autenticain una location calda e accogliente.

Courtesy Veramente

Da un’idea dei giovani imprenditori Gianmarco Venuto e Filippo Sironi - già founder de Il Mannarino -nasce il ristorante Veramentesituato nel cuore di Brera. Come suggerisce il pay off “Abitudini Italiane”il progetto è rivolto a chi desidera sentirsi a casa riscoprendo un profumo e un sapore autentico. L’atmosfera calda e accogliente evoca i salotti italianiarricchita da iconiche fotografie anni ’70 e ’80. La lunga cucina a vista permette inoltre di osservare gli chef mentre sono all’operaa testimoniare l’importanza che i fondatori vogliono dare ad ogni piatto. Il menu include i grandi classici come la parmigiana di melanzanel’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremoladagli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco e i pici fatti in casa al ragùmantecati direttamente al tavolo. Il luogo ideale per riscoprire l'essenza della cucina italiana.

32. Remedyil culto del bere - viale Majno 26 angolo via Morelli

Ampio bancone in legno sgabelli sedute e tavoli boiserie in legno.

L’ampio bancone di Remedy evoca l'atmosfera dei club anglosassoni.

Federico Bontempi

Nel cuore di Porta Veneziaall’angolo tra viale Majno e via Morellisi trova Remedyun vero e proprio tempio del bere per gli amanti dei vini e dei distillati di alto livello. Lo spazioispirato ai club anglosassonisvela un’atmosfera raffinata e accogliente. All’ingresso comode poltrone in pelle invitano al relaxmentre i tavolini in marmo effetto legno aggiungono un tocco di eleganza. Un imponente lampadario illumina l’ambientementre le pareti in boiserie e cannettato e gli elementi d’arredo originali arricchiscono lo spazio. Fiore all’occhiello è la prestigiosa cantinaun vero e proprio caveau in cui i tre soci conservano la loro personale collezione di preziose etichette con oltre 18mila bottiglievisitabile su richiesta. Per gli amanti degli spiritz ci sono anche due mila etichette disponibili esclusivamente per la degustazione in purezza. Completano l’esperienza l’elegante Cigar Roompensata per gli appassionati di sigari e pipee la sala privatache richiama il concetto di uno speakeasy nascosto e non accessibile a tutti. Ricercata anche la proposta food che propone piatti da degustare come salumi e formaggicrudi di mare e ostriche freschissime.

33. Procaccinieleganza e innovazione - via Procaccini 33

Sedie in velluto azzurre divano in velluto tavolo con tovaglia bianca calici lampada a sospensione.

Ristorante Procacciniguidato dallo chef Emin Hazir.

Courtesy Procaccini

Al civico 33 di via Procaccini si trova Procaccini1 stella Michelin, raffinato ristorante progettato dall’architetto Alberto Baronio dello Studio Archeain collaborazione con l’interior designer Andrea Raso. Il mood scelto richiama le atmosfere degli anni ’70arricchite da tocchi eclettici: lo stile cromatico gioca su contrasti tra superfici lucide e opache e su intriganti accostamenti di colori. Si spazia dalle laccature color pavone al marmo Breccia di Capraiadagli ottoni bruniti ai pavimenti in legno con cassettoni. Le pareti sono rivestite in jutamentre i tavoli presentano un piano in vetro opaco verniciato. A dominare la scena è la cucina a vista con il suggestivo Chef’s Table in marmoaccompagnato da sgabelli in velluto. Il tocco distintivo? Un pianoforte a coda suonato ogni serache regala agli ospiti un raffinato sottofondo musicale. La cucinaguidata dallo chef Emin Haziri, propone tre menu degustazione: Viaggio dello Chef è il percorso ideale per chi desidera esplorare l’esperienza gastronomica e professionale di Haziri. Il Classico contemporaneo offre una rivisitazione contemporanea della tradizionementre la Tradizione Italiana propone piatti classici italiani e il Vegetariano è un inno alla naturapensato per valorizzare il mondo vegetale in perfetto equilibrio tra innovazione e stagionalità. Per chi preferisce un’esperienza più brevesono disponibili anche piatti alla carta.

34. IYO Restaurantla colta tradizione giapponese - via Piero della Francesca 74

IYO Restaurantuna stella Michelin, guidato dal visionario padron Claudio Liu, ha spazi ampliati e un banco robata per cotture a fuoco a vista. La ristrutturazione radicaleripensata dalle fondamentaha dato vita a una scenografia elegantesofisticata e accogliente «che funge da contorno e non da protagonista dell’esperienza del cliente»spiega Maurizio Laiarchitettoscenografo e designer che lavora da anni per il gruppo. L’interior design presenta pezzi di design made in Italy e soluzioni su misura in legnoprezioso marmo Patagonia e pietra naturale. Impreziosito anche dalle pareti con rivestimenti che spaziano dal legno all’acciaiodal tessuto al vetro retroilluminato. Completano lo spazio nuove sale privatizzabili e un lounge bar dedicato agli ospiti.

IYO Restaurant una stella Michelin.

Il rinnovato IYO Restaurantuna stella Michelinguidato da Claudio Liu.

Courtesy IYO Retaurant

Rinnovata è anche la la proposta gastronomica. «La parte sushi sarà sempre presente da IYOma abbiamo voluto ampliare il ventaglio di proposteinserendo una selezione di gyozanuove sezioni di cotturacome la robataper ampliare l’offerta verso il cliente»spiega Claudio Liu. Il team si arricchisce anche dell’executive chef Simone Tricarico che studia insieme agli altri componenti del gruppoKatsumi Soga e Luca De Santiil nuovo menu. Grande importanza viene data alla condivisionecon un’ampia scelta di piatti da porre al centro del tavolocon un servizio che punta sull’empatiain modo sartoriale: formale o invisibile quando serve.

35. Contrastenel segno del colore - via Giuseppe Meda 2

Punto luce su ogni singolo tavolo le fluttuanti lampade ad arco in metallo dalla finitura champagne.

Punto luce su ogni singolo tavolo. Le fluttuanti lampade ad arco in metallo dalla finitura champagneun bouquet di steli sottili che terminano con un fiore conicodelicatamente sospese come gioiellirealizzate su disegno Debonademeo Studio in collaborazione con Karman.

SERENA ELLER

All’interno di un piccolo cortile in via Meda 2in un edificio storico del 1800si trova l’affascinante ristorante Contrasteuna stella Michelinguidato dall’ executive chef Matias Perdomoinsieme al sous-chef argentino Simon Press e al maître italiano Thomas Piras. Dopo nove annilo spazio è stato completamente rinnovato grazie a un’audace e dirompente ristrutturazione curata da Debonademeo Studioche ha affrontato con maestria le diverse stratificazioni storiche. La nuova visione progettuale di Contraste vuole raccontare una nuova maturità della cucinavalorizzando l’identità del luogo come la casa di un collezionista colto e autoironicoamante del bello e del buono. Il restyling si sviluppa attraverso tre approcci: il recupero del patrimonio storico-artistico dell’edificiola funzionalità operativa del ristorante e l’esperienza emozionale degli ospiti. A completare il rinnovamento è il menu degustazione “Riflessioni”pensato per offrire un percorso gustativo ed emozionale sorprendente. Come il menuanche gli oggetti all’interno dello spazio si alternanocreando una scenografia in costante evoluzione.

36. CreDapassione partenopea - via Orti 12

CreDa una gastronomia popolare

CreDagastronomia popolarein un ambiente dal gusto rétro.

Carlotta Coppo

Nominato ai TheFork Awards 2024CreDa è il progetto gastronomico che prende il nome dall’acronimo dei due chef campani Crescenzo Morlando e Dario Pisani. Il locale si presenta con un’atmosfera informale dallo stile rétrocaratterizzato da un banco gastronomia dove ogni giorno vengono proposte ricette simbolo della cucina partenopeacome parmigiana di melanzanefriarielli ripassatipolpette al ragù di “nonna Maria” e altri piatti semplici dal gusto autentico. Accanto al bancosi sviluppa la sala ristorantearricchita da un camino degli anni Venti e da stoviglie appese alle paretirecuperati da mercatini. Tra i piatti da non perderela gustosissima pasta e patatee la pasta con o senza “voto”che rappresenta solennemente un impegnoe nel piatto si traduce nei ricci di mare; agliooliopeperoncino e peperone crusco. Tutti i piatti sono disponibili sia da asporto che da gustare nella sala del ristorante.

37. Osteria Brerastile pop - via San Marco 5

La nuova Osteria di Brera.

Atmosfera pop per la nuova Osteria di Brerache si trasferisce sempre in zona Moscova.

CHIA

La storica insegna riapre le porte in una location sempre nel quartiere Brerain via San Marco 5guidata da Marcello Fortifiglio del fondatore Enrico. Prendendo spunto dalle brasserie di mare del sud della Franciala nuova Osteria di Brera propone un contesto pop e informalearricchito da dettagli di design. La palette colori è infatti dominata dal rosso per richiamare il carattere passionale dell’Italiadal bianco e dal blu del marementre il pavimento in legno dona un tocco di calore. In cucinail protagonista indiscusso rimane il pescatocon materie prime selezionate con cura dallo chef Giovanni Muro detto Johnny. Ma non mancano anche i super classici della cucina meneghina come la cotoletta alla milanese nel burro chiarificatoil risotto giallo e l’ossobuco di vitello in gremolada; e le proposte vegetarianecon zucchine alla scapeceinsalata di cavolo cappuccio e insalatina di finocchiarance e noci. La carta dei vini è accuratamente selezionata da Enrico Merli McClure con prestigiose etichette nazionali e internazionali.

38. FAAKCibo e Vino a Ribellione Naturale - via Arnaldo da Brescia 5

Faak “Cibo e Vino a Ribellione Naturale” di Viviana Varese.

Faak “Cibo e Vino a Ribellione Naturale”il nuovo progetto dirompente di Viviana Varese.

AZZURRA PRIMAVERA

Rompe gli schemi il nuovo progetto di Viviana VareseFaak “Cibo e Vino a Ribellione Naturale”che già nel nome suscita un sentimento dirompente. Si tratta di una fabbrica artigianale del cibo divisa tra pasticceriapanificazione e pizzabrace e una grande attenzione per il vino. Un ambiente contraddistinto da un’anima rock che riflette il desiderio di Viviana Varese di tornare alle radicitra farinaimpasti e fuoco. Il progetto architettonicocurato da B-arch Studio di Sabrina Bignami e Alessandro Capellarocelebra il nero come una lavagnache consente di esprimere tutti i colori e i materiali che raccontano di brace e fuoco. Faak è tante anime in uno stesso ambiente per un’esperienza poliedrica dove cibo e convivialità si incontrano tra specialità dolci e salate e buon vino.

39. Sachivista panoramica - via Orefici 26

Sachi Milano il ristorante giapponese a Palazzo Cordusio.

Sachi Milanoil ristorante giapponese all'ultimo piano Palazzo Cordusio Gran Meliácon vista panoramica sul Duomo.

Courtesy Sachi

All’interno di Palazzo Cordusio Gran Meliágestito da Sunset Hospitality Groupall’ultimo piano si trova Sachiil ristorante giapponese che accoglie gli ospiti in una suggestiva sala panoramica con vista sulle guglie del Duomo e i tetti di Milanocon anche un’ampia terrazza. “Sachi”in giapponesesignifica felicitàe rappresenta il concetto alla base della cucina del ristoranteche propone materie prime di altissima qualità. Gli interni riflettono il legame tra estetica giapponese e design contemporaneo: il legno naturalele luci soffuse e le linee essenziali creano un ambiente accoglientecon dettagli che rimandano alla cultura nipponicacome i byōbui paraventi decorati con pitture tradizionalie un maestoso bonsai al centro della sala. Il bancone Omakase è invece il punto di incontro tra ospiti e chef. Qui la cucina giapponese si esprime al meglio attraverso un percorso guidatoin cui ogni piatto viene preparato e servito direttamente davanti agli ospiti. Sachi si distingue inoltre per la selezione di sake e vinicurata dal Head of Wine Raffaelecon un’attenzione particolare agli abbinamenti pensati per accompagnare ogni piatto con equilibrio e precisione.

40. Barbacoaesperienza cosmopolita - via Scipio Slataper 19

All’interno dell’ex Cinema Istriain via Scipio Slataper 19si trova il ristorante Barbacoaprogettato dall’architetto Mario Cavallèdopo i successi raccolti nella precedente sede di via delle Abbadesse. «La nostra è una storia di tradizioneeccellenza e unicità – racconta il proprietario Donazar Beltrame. Proporre una cucina diversa da quella italiana è sempre una grande sfida. E siamo lieti di aver individuato una location ampia e suggestiva per accogliere i clienti italianoa partire da quelli che negli anni hanno potuto apprezzare il nostro formatma anche i numerosi turisti che ormai Milano è in grado di attrarre».

Ambiente rilassato al Barbacoa all'interno dell'ex Cinema Istria.

Barbacoa situato all'interno dell'ex Cinema Istria. Un luogo ricco di fascino con le pareti decorate dalla designer Simone Mattar.

Courtesy Barbacoa

Il Barbacoa è un punto di riferimentonon solo per la sua proposta culinaria pensata ad hoc per gli amanti della carnema anche per l’ambiente rilassato con oltre 150 coperti in uno spazioche un tempo era la platea dell’ex cinema Istria. Alle pareti colpiscono elementi iconografici che riproducono gli affreschi delle grotte di Lascauxideate da Simone Mattardesigner brasiliana specializzata nel food design. Il menu prevede il classico Churrasco Rodìzioossia la degustazione di vari tipi di carne cotta alla griglia. Servita con un sistema di rotazione da abili “Passadores”la carne arriva sul piatto direttamente con i tipici “Espetos” (spiedoni). Si assiste così a un vero e proprio showin cui sfilano tredici differenti proposte di tagli di carne. Sui tavoliper ogni commensaleè presente un gettone colorato su entrambi i lati (verde e rosso) che permette di interrompere o proseguire l’experience.

41. Isola Restaurant Milanomood contemporaneo - Piazza Cordusio2

Ristorante con tavoli e sedute rosse.

L'Isola ristorante all'interno del Palazzo Cordusio Gran Meliaun luogo dall'atmosfera elegante e contemporanea.

Courtesy Palazzo Cordusio Gran Melia

Situato all’ultimo piano dell’iconico Palazzo Cordusio Gran MeliáIsola Restaurant Milano è un’autentica oasi di relax a pochi passi dallo storico Duomo e dalla Galleria Vittorio Emanuele. L’atmosfera elegante e contemporanea si distingue per le sedute in velluto rosso e gli elementi in legno dallo stile minimalista. Qui è possibile assaporare piatti autentici ispirati alle ricche tradizioni culinarie delle isole mediterranee – CapriSicilia e Sardegna – accompagnati da un’ampia selezione di vini provenienti dalle migliori regioni vinicole italiane. Tra le specialità da non perdere: il Pacchero Miracolato con pomodori San Marzano DOP e basilico.

42. Trattoria del Ciumbiaevocazioni anni ’70 - via Fiori Chiari 32

Nel vivace quartiere Breraal civico 32 di via Fiori Chiarisi trova la Trattoria del Ciumbiail cui progetto di architettura e interni è stato curato da Dimorestudio. Ispirandosi ai tradizionali locali di Brerafrequentati da rappresentanti dell’avanguardia artistica milanese degli anni ’60lo studio milanesefondato da Emiliano Salci e Britt Moranha reinterpretato gli spazi esistenti per offrire agli ospiti il calore della tipica trattoria con contaminazione contemporanee. All’ingresso del ristoranteuna bussola in legno e vetro con tendine ad altezza uomo richiama alla memoria le entrate delle trattorie di una voltacreando una barriera visiva fra interno ed esterno. Così un imponente bancone in peltroimpreziosito da vetrine profilate in ottonedelinea l’area dell’aperitivo. Si prosegue nella grande sala caratterizzata da boiserie in legno di noce fiammato e piastrelle pavimentali personalizzate disposte a mosaico. Quil’essenzialità delle pareti è interrotta da portagiornali dal sapore retròganci appendiabiti e una serie di acquerelli che raffigurano architetture razionaliste italiane degli anni Trenta. Completano l’arredo complementi originali firmati Dimoremilano.

Tavoli in legno pareti con boiserie e quadri pavimento in ceramica colorata.

Trattoria del Ciumbiafirmata da Dimorestudiosi ispira ai tradizionali locali di Brera frequentati da personalità di spicco dell’avanguardia artistica milanese degli anni Sessanta.

Paola Pansini

A guidare la cucina c’è l’executive chef Paolo Rollini che rende omaggio alla tradizione milanese e lombarda con contaminazioni internazionali. Fra le proposte spiccano grandi classici della cucina casalinga meneghina come il risotto alla monzese; la costoletta alta con l’osso; la trippa e le lumache della valtellina in umido. A questi si affiancano reinterpretazioni raffinate delle ricette della tradizione come la lasagnetta al bollito; i mondeghili avvolti in foglia di verza. Non mancano proposte di pesce come le sarde marinate e fritte con riduzione al Campari e vegetariane come insalata russa; giardiniera e minestrone.

Ristoranti di design. Il bancone all'ingresso della Trattoria del Ciumba progettata da Dimore Studio Milano.

Un imponente bancone in peltro impreziosito da vetrine profilate in ottone in cui sono esposti piatti riassemblati da Anita Cerrato – una delle migliori artigiane nell’arte giapponese del Kinsugi – delinea l’area dell’aperitivo.

Paola Pansini

43. Gloria Osteriaatmosfera Sixties - via Tivoli 3

La scenografica Gloria Osteria illuminata da imponenti lampadari di Murano sedute retro lampade da tavolo.

Gloria Osteria ricoperta da mille metri di tessuti artigianali di diverse fantasiee illuminata da miriadi di lucilampade colorate fatte a mano a Murano.

Jerome Galland

Sempre in zona Brera - via Tivoli3 - Gloria Osteria è il ristorante del gruppo francese Big Mammache è un inno agli anni ’60. Uno spazio suggestivo e colorato di 740 metri quadri che accoglie gli ospiti in un’atmosfera vivace e dinamica. L’interno è ricoperto da mille metri di tessuti artigianali di diverse fantasiementre i 226 coperti sono incorniciati da scaffali ricchi di bottiglie di vino e liquori della casa. Tutto illuminato da miriadi di lucilampade colorate fatte a mano a Murano. A catturare l’attenzione è la cucina a vista dove si può ammirare la brigata all’opera che propone autentiche ricette italiane arricchite da creative suggestioni gastronomiche. Tra i signature dishes ci sono le grandi aragoste con salsa olandese e caviale extra; la girella allo stufato di coniglio alla ligure e le crocchette di vitello tonnato; e il souffle al cioccolato e l’immancabile coppa XXL di gelato artigianale fior di latte e l’infinita gamma di toppings. E per gli appassionati di cocktailil barin prestigioso marmo toscanodiventa palcoscenico per la preparazione di ricercati drink.

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